domenica 21 dicembre 2014

La malattia mentale: potente strumento del sistema


Malattia mentale: la verità nascosta

Il DSM, Manuale Diagnostico e Statistico delle malattie mentali.
"Sappiamo con certezza che il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico, il testo sacro della psichiatria, con l'elenco dei disturbi mentali) utilizzato da psicologi, psicoterapeuti e psichiatri per emettere le loro diagnosi, non è basato su criteri scientifici", afferma il dr. Antonio Pala, psicologo e psicoterapeuta. "Non solo, ma Il trattamento psicofarmacologico che viene imposto presenta rischi gravissimi"

Fin dagli anni in cui frequentavo l’università come studente e non come professore (ne son passati più di trenta) avevo grosse difficoltà nel comprendere e nel digerire che le diagnosi si basassero su criteri che ai miei occhi sembravano quantomeno poco scientifici. Non riuscivo a trovare il supporto clinico, sperimentale, la verifica, la replicabilità, il controllo delle variabili, il controllo della validità e dell’attendibilità nei testi che pretendevano di essere il riferimento assoluto per la pronuncia di una diagnosi. Non li trovavo… perché non c’erano!

Finalmente qualcun altro, altre voci di scienziati e clinici seri, denuncia la verità rispetto al mondo della psicologia, della psichiatria e degli interessi che ne condizionano l’operato. Adesso possiamo dire in maniera chiara e con il corale consenso della comunità scientifica libera dagli interessi economico-politici, che il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico – il testo sacro della psichiatria, con l’elenco delle centinaia di disturbi mentali) utilizzato da psicologi, psicoterapeuti e psichiatri per emettere le loro sentenze diagnostiche, non è basato su criteri scientifici ma su opinioni personali raccolte in base agli interessi delle solite lobbies al servizio del sistema che governa il mondo.
 
Bisogna inoltre ricordare che ”l’attendibilità e la validità” (criteri base della statistica) dei test usati a supporto delle diagnosi effettuate in base a tali manuali, se vogliamo essere ottimisti, indicano che le diagnosi sono errate, da una volta su cinque a una volta su due (valori da 0.80 a 0.50) e questo sarebbe già preoccupante se il DSM fosse il risultato di un approccio scientifico. Ma i disturbi mentali non sono malattie mediche verificabili, le diagnosi sono basate solo su una lista (DSM e ICD-10) di descrizioni di comportamenti, talvolta sentimenti e sensazioni che non danno in nessun modo l’idea della condizione interiore, psichica e mentale dell’essere umano che li mette in atto.

Il trattamento psico-farmacologico, che viene poi imposto, presenta rischi gravissimi, talvolta letali. Basterebbe leggere il famoso “bugiardino” (chissà perché questo nome), ovvero le istruzioni allegate, per farsi un’idea delle conseguenze dell’assunzione degli psicofarmaci: danni biologici, a diversi sistemi, apparati, organi, sviluppo di patologie devastanti, talvolta rischio di morte. Il massimo dell’assurdità consiste nel fatto che, molto spesso, l’assunzione del farmaco può provocare lo stesso sintomo per combattere il quale è stato prescritto! E ancora, per contrastare gli effetti collaterali o indesiderati di un farmaco, molto spesso, si ricorre alla combinazione di un cocktail di farmaci ognuno dei quali porta con sé i propri effetti collaterali. È bene ricordare che effetti “collaterali” non significa che essi abbiano remote possibilità di presentarsi, significa connessi, concomitanti e determinati dal farmaco.

Lo psichiatra Allen Frances ha dichiarato:
 “Non esistono test oggettivi in psichiatria”
Tornando al DSM, sottolineiamo di nuovo che esso non ha niente di scientifico e che, quindi, tutte le diagnosi in tal senso sono solo strumenti manipolativi. Allen Frances, psichiatra ed ex Direttore del Comitato di Redazione del DSM IV ha, qualche tempo fa, dichiarato: “Non esistono test oggettivi in psichiatria, immagini radiologiche, analisi o test di laboratorio, in grado di stabilire in maniera conclusiva se qualcuno sia o meno affetto da un disturbo mentale, non c’è nemmeno una definizione di disturbo mentale (…) non puoi definirle”.
A sua volta, il direttore del NIMH (National Institute for Mental Health, USA), Thomas Insel ha smantellato la credibilità dell’ultima versione del DSM dicendo: “Il suo punto debole è la mancanza di validità. A differenza delle definizioni di cardiopatia ischemica, linfoma o AIDS, le diagnosi del DSM sono basate solo sul consenso riguardo a gruppi di sintomi clinici, senza test oggettivi. I pazienti con disturbi mentali meritano di meglio”.

La scienza non conosce la causa dei disturbi mentali

Attualmente sono disponibili dei protocolli finalizzati alla comprensione delle cause, alla soluzione del problema e alla facilitazione della guarigione della malattia fisica e del disagio mentale che integrano coerentemente diversi contributi scientifici. La nuova scienza, la PNEI (Psico-neuro-endocrino-immunologia), integra contributi dalla neurofisiologia, dalla endocrinologia, dalla psicosomatica, dall’epigenetica, dalla Nuova Medicina di Hamer, dalla psicologia transpersonale-psicosintetica, dalla kinesiologia applicata, da PSYCH-K® e da altre discipline di confine, accomunate da un approccio olistico integrante l’applicazione delle leggi della fisica quantistica al sistema del genere umano.
È facile comprendere perché questi nuovi approcci alla guarigione vengano combattuti dal sistema dominante
Questi protocolli implicano delle forme di diagnosi-comprensione e di terapia assolutamente attendibili, valide, efficaci – sempre che vengano integrate tra loro – monitorabili in ogni fase del processo; sono portati avanti da scienziati di frontiera, all’avanguardia, tra cui psicologi, psicoterapeuti, medici, psichiatri, genetisti, biologi. È facile comprendere perché questi nuovi approcci alla guarigione vengano fortemente combattuti dal sistema dominante (il modello classico si occupa di curare, non di guarire), che con ogni mezzo tenta di metterli in ombra e di sabotarne la credibilità attraverso la disinformazione, la calunnia e altri mezzi per lo più illegali.

Un modello di vita, basato sul male e sulla disperazione
Il problema è che andremmo aiutati nei momenti di difficoltà, quando è più difficile affrontare la vita e i problemi, restando in equilibrio. Invece, dicendoci che siamo malati, che abbiamo un disturbo, prescrivendoci farmaci o orientandoci a psicoterapie, che di tutto fanno tranne che risolvere il problema (il blocco mentale psicosomatico, all’origine della sofferenza), ci vincolano ad un modello di vita, basato sul male e sulla disperazione, alimentando il business sanitario sulla nostra pelle che ci costringe, attraverso la manipolazione, a vivere in una sorta di schiavitù, determinata dal fatto che, tutto ciò, ci impedisce di evolvere.


La psicoterapia dovrebbe comprendere l’origine del male 
e individuare modelli adattivi funzionali e risolutivi.
È questo che dovrebbe fare una psicoterapia: comprendere l’origine del male, definire come gli eventi traumatici hanno modificato i nostri programmi mentali e le nostre reazioni fisiche (adattamenti), procedere nell’individuare modelli adattivi funzionali, risolutivi e sani in relazione alla condizione disfunzionale, mantenerci in equilibrio e fiduciosi durante tutte le fasi del processo, permettendoci di comprendere ciò che accade acquisendo, giorno dopo giorno, sempre più “competenza” nella gestione della nostra vita. In poche parole deve permetterci di evolvere. Perché, se ci pensiamo bene, nel mondo quantico in cui viviamo, tutto ha un senso, niente avviene per caso, e ciò che avviene (gli eventi che banalmente chiamiamo problemi) è sempre teso a permetterci di evolvere, a migliorare e a darci una migliore capacità di godere la vita.
La nostra evoluzione non può prescindere dai processi di integrazione del nostro sistema di esseri umani (anima-mente-spirito/energia-corpo). 

Le persone che affrontano un percorso di guarigione ringraziano il problema che li ha portati in terapia. Infatti, attraverso il lavoro su di sè, hanno scoperto prima di tutto “chi essi non sono”: non sono persone, non sono chi il sistema gli ha fatto credere di essere, attaccando loro etichette con le quali si sono identificati, vivendo in un interminabile conflitto e disagio tra le istanze più elevate ed evolute che in fondo a se stessi percepivano e i gretti e banali bisogni (artificialmente creati dal sistema dominante per distrarci dal vero senso della nostra vita) che, ogniqualvolta non possono essere gratificati, inducono senso di inadeguatezza, disagio e malattie.

Più che persone (il cui significato originario é maschere) 
dovremmo diventare individui, liberi da condizionamenti.
Diventare individui, (letteralmente, non divisi) e abbandonare le sub-personalità, le maschere (dal latino: persona, maschera, utilizzata nel teatro per rappresentare un personaggio) che offriamo al mondo per essere accettati (ovvero conformi ai modelli culturali), esprimere la nostra essenza più profonda, liberi da condizionamenti, vivendo ognuno a suo modo, in modo attento, presente, amorevole, armonico, questo, in un’era corrotta dalla brama del possesso, dall’ossessione per l’apparenza, dalla compulsione a sottomettere gli altri, potrebbe dare senso alla vita, restituendoci la dignità di essere umani. 
Diversamente continueremo ad essere burattini al servizio di un sistema, la società che governa le persone, costruita con la finalità di farci dimenticare chi siamo, di farci dimenticare la nostra umanità fino a quando dimenticheremo di avere un’anima e la nostra vita sarà veramente, irrimediabilmente, un vero inferno. La malattia mentale, quindi, non è altro che il disagio di non essere se stessi, di non essere integrati, di essere frammentati in tante sub-personalità spesso incompatibili tra loro e sempre incompatibili con la nostra vera essenza. È triste riconoscere che questa condizione sia stata creata dalla nostra cultura, dalla nostra mal-educazione, ovvero dalla manipolazione culturale al servizio di interessi oscuri. è rassicurante. È rassicurante e sano capire che la guarigione è a portata di mano, che non è necessario delegarla a nessuno, ma sarà opera nostra in un percorso alla scoperta di noi stessi, seppure, talvolta, sia necessario un supporto da parte di quei professionisti (seri, competenti, con anni di esperienza sul campo alle spalle) che, in accordo con noi, hanno a cuore la nostra evoluzione e il nostro ben-essere.
Siamo umani e da umani vogliamo essere trattati! Ribelliamoci al sistema che ci impone false diagnosi per prendersi prima la nostra mente e poi, casomai, la nostra anima (in greco: psiché)! 
Sarà una ribellione pacifica, attuata da uomini e donne amorevoli, che condividono una visione fiduciosa in un universo amorevole che li sostiene nel gratificarli nelle reali necessità, lungo il cammino verso l’autorealizzazione.

Per saperne di più:
– Giorgio Antonucci “I pregiudizi e la conoscenza critica alla psichiatria”, Cooperativa Apache, Roma, 1986. E “Critica al giudizio psichiatrico, Sensibili alle foglie”, Roma, 1993.
– Richard P. Bentall“Doctoring the Mind: Why psychiatric treatments fail”, Penguin – New York, 2010.
– “Your Drug May Be Your Problem: How and Why to Stop Taking Psychiatric Medications”, Da Capo Press, Boston, 2007.
– Giuseppe Bucalo “Malati di Niente – Manuale minimo di sopravvivenza psichiatrica”, Cox 18 Books /Milano e Grafton 9 /Bologna, 1996.
– Roberto Cestari “L’inganno psichiatrico”, Lib&Res – Milano, 2012.
– Paola Minelli, Maria Rosaria D’Oronzo “Sorvegliato mentale. Effetti collaterali degli psicofarmaci”, Nautilus, Torino, 2009.
– Joahnna Moncrieff “A Straight Talking Introduction to Psychiatric Drugs”, PCCS Books, Monmouth, 2009.
– Thomas Szasz “Il mito della malattia mentale”, Spirali, 2003.

Vedi anche: www.ccdu.org/bibliografia
Sul significato di “bugiardino”: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/perch-foglietto-illustrativo-farmaci-viene-c
di Antonio Pala - lunedì 10 novembre 2014

1 commento:

  1. Ci sono farmaci anti psicotici che sconvolgono l'organismo e sono poco efficaci per contenere l'alienazione del soggetto, purtroppo ............

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